don. Mosè

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Roma, Italy
Sono Sacerdote Eritreo. Vivo in Italia dal 1992 Attualmente studio alla Pontificia Università Urbaniana Mi occupo dei diritti dei migranti, inparticolare dei richiedenti asilo politico e Rifugiati politici. Sono impegnato a favore dei diritti umani e civili degli Eritrei ed Etiopi.

sabato 6 ottobre 2007

Conferenza E.C.R.E a Bruxelles

Conferenza ECRE a Bruxelles su partecipazione rifugiati a programmi di rimpatrio volontario



Dal 16 al 18 febbraio si è tenuta una Conferenza organizzata dall’ECRE -Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli. Le comunità italiane e straniere hanno avuto occasione di confrontarsi su modi e strumenti di potenziamento della partecipazione ai programmi di ritorno volontario in patria, e sulle difficoltà incontrate nella protezione e nell’integrazione. Sia le comunità dei rifugiati in Italia, che quelle altri paesi europei, hanno chiesto una rappresentanza attiva degli interessi dei rifugiati, sottolineando l’importanza del lavoro di rete e della collaborazione con organizzazioni che operano nel settore dell’asilo. In tema di rimpatrio volontario, i rappresentanti delle comunità dei rifugiati hanno espresso inoltre la volontà di non occuparsi solo della preparazione di chi intende rimpatriare, ma di partecipare direttamente anche ai negoziati, alla stipula di eventuali accordi ed alla fase di monitoraggio e reintegrazione. Grande importanza è stata attribuita in particolare alla fase del monitoraggio, da realizzare attraverso un organismo indipendente, per favorire il pieno rispetto degli accordi. La Conferenza ha espresso il desiderio unanime di sostenere le comunità soprattutto dal punto di vista economico, affinché siano rese autosufficienti nel creare un’attività di lobby a livello nazionale ed europeo. Considerando che le comunità dei rifugiati hanno una migliore conoscenza della situazione del paese d’origine e del background socio-economico-politico ed etnico, queste infatti possono offrire un grosso contributo alle autorità dei paesi di asilo nella realizzazione di politiche di protezione ed integrazione nel tessuto sociale, evitando peraltro che vengano commessi errori che possano mettere a rischio la vita dei loro connazionali.

I risultati della Conferenza saranno pubblicati su un manuale online a partire da maggio 2005.



Da un articolo di Mussie Zerai -rappresentante della comunità eritrea

mercoledì 3 ottobre 2007

Foto della giornata Mondiale dei detenuti di coscienza

Il 18 settembre 2007 si e svolta una manifestazione per chiedere la liberazione di tutti detenuti politici, religiosi, obietori di coscienza.
Per chiedere anche alla Comunità Europea di concedere il visto di ingresso ai richiedenti asilo politico eritrei attualmente bloccati in Libia e Sudan.

Visita del Vescovo Ausiliare Mons. Ernesto Mandara

Una discarica della periferia di roma, Ponte Mammolo.
Trasformata in baracopoli dai rifugiati eritrei a Roma. Questo a causa di una falimentare sistema di accoglienza e l'assenza di una legge organica su diritto di asilo in Italia.




Foto della Manifestazione la Morte di Habteab in Carcere




Appello alla Comunità Europea

Gentili Sig.re e Sig.ri,
Ci giungono richieste di aiuto dai 600 eritrei detenuti nel carcere di Misratah da 1anno 4 mesi, 5 donne incinte, 60 bambini alcuni nati dentro la struttura carceraria, in condizioni igenico sanitari pessime, tanti di loro si stano ammalando di tbc, e malattie della pelle, infezioni per le donne costrette a partorire nel carcere assistite solamente da altre detenute come loro, totale assenza di assistenza medica, bambini con problemi nel apparato respiratorio, con tendenza asmatici.Ce scarssita di acqua pottabile, 3 barili di acqua per 600 persone.
Ultimamente si parla di altri 160 eritrei che verrano portati nel carcere di Misratah, questo voldire che agravera la situazione di vivibilità che ha già superato il limite, risultato varie persone amalate, cattivi odori, di notte fredo dato che si dorme nel pavimento.
Chiedono l' intervento della Comunità Europea, a finché faccia pressione sul governo libico per liberare queste persone, tutti sono richiedenti asilo politico, ma sul posto non ci sono organizzazioni o ambasciate dei paesi Europei dove presentare la richiesta di asilo politico.Il tentativo dell'UNHCR di spingere che i paesi europei concedano visto di ingresso regolare per richiedenti asilo politico, attendiamo speranzzosi, che la lotta all'ingresso di clandestini comprenda anche canali regolari di ingresso dei richiedenti asilo politico.
Ciò che stanno vivendo loro in totale violazioni dei diritti umani e civili, frutto anche della politica di esternazlizazione dei confini dell'Europa, senza offrire alternative per chi fugge da dittature come quella dell'Eritrea oggi, in fatti lunica colpa di queste 600 persone detenute in carcere nella località di Misratah, e quello di essere fuggiti dalla dittatura eritrea.
Chiediamo al governo Italiano di adoperarsi per una soluzione positiva, di questi cittadini eritrei in carcerati in Libia.


Mussie Zerai
ageniza_habeshia@yahoo.it
http://habeshiablogspot.com
Gentili Sig.re e Sig.ri,
Da più di un anno il sottoscritto Mussie Zerai, mi sono occupato della popolazione di rifugiati politici che fin ora sono stati sistemati dal Comune di Roma a Romanina nel palazzo del Enasarco.
Dopo una serie di trattative con il gabinetto del sindaco, sie giunti ad un progetto elaborato in collaborazione con il X Municipio, Action Migranti, Agenzia Diritti, il Comitato di Associazione Selam che rappresenta i rifugiati Eritrei, Sudanesi, Somali, Etiopi che vivono nel su detto edificio, dopo 10 mesi dalla presentazione del nostro progetto, il comune di Roma ci propone di trasferire i rifugiati che sono stati censiti nel febbraio del 2006, in tre strutture una di queste solo per le famiglie con i figli fatta dei mini appartamenti, mentre per le coppi senza figli e tutti i single, devono stare nelle altre due strutture, senza cucina, bagni collettivi, per i single camere collettive, come tipo di soluzione queste ultime da sempre osteggiate dai rifugiati che chiedono una sistemazione abitativa più vivibile, cioè una camera per ciascuno, un bagno ogni 3-4 persone, una cucina ogni 4-5 persone, una sistemazione abitativa che rispetta la legge regionale sui spazi abitativi per ogni persona, cosi come viene chiesto ai migranti che fanno ricongiungimento famigliare che devono dimostrare idoneità abitativa, anche il comune dovrebbe rispettare la legge nel sistemare queste persone, bisogna uscire dal solito modo di affrontare la questione dei richiedenti asilo politico, rifugiati, titolari di protezione umanitaria, come un emergenza, nel caso romanina il comune avuto un anno e mezzo di tempo per trovare una soluzione dignitosa, rispettosa della privacy dei individui, ma quello che propone ora il gabinetto del sindaco alle coppie senza figli di vivere in una camera senza la possibilità di cucinare, bagni e docce da condividere con tutti gli altri, per i single di stare in una camera 3-4-5 persone il contrario di quello che i rifugiati si attendevano, lontano dallo standard di accoglienza di altri paesi europei come la Granbretagna, Germania, Norvegia, Svezia, Olanda...
Il peggio spetta a tutti quelli che hanno trovato ospitalità presso amici o parenti, oppure semplicemente qualche spazio nel palazzo del Enasarco, con lo sgombero non sanno dove andare, sono decine e decine di persone, coppie, bambini, donne incinte o da poco partorito, questa situazione e frutto di un' assenza totale di una legge organica su diritto di asilo che regola il sistema di accoglienza perché non basta concedere l' asilo politico, ma bisogna accompagnarli, aiutarli per un inserimento nel mondo del lavoro, scuola, nella società civile di questo paese.
Chiediamo al Comune di Roma di tener conto di tutta la situazione che e venuta a crearsi in questo anno mezzo, in quel palazzo ha trovato ospitalità centinaia di richiedenti asilo politico, che i centri di accoglienza gestiti dal 5 dipartimento non hanno potuto soddisfare.

Un cordiale saluti
Mussie Zerai
agenzia_habeshia@yahoo.it
http://hanibal.blogspot.com